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L’ITALIA DELLE SIGNORIE

Qualcuno disse, nel 1861, che fatta l’Italia bisognava fare gli italiani; oggi, centosettant’anni dopo, gli italiani sono ancora “da farsi”, ma in compenso l’Italia è di nuovo come al tempo delle Signorie!

Sicuramente nel corso degli ultimi trent’anni (e forse piu) della nostra storia, il nostro Paese è andato via via peggiorando la propria condizione, un po’ grazie ad un disfacimento politico sempre più accentuato nella sua pochezza istituzionale, il resto perché è difficile poter dire che gli italiani sono davvero un popolo ed è bastato poco per dimostrarlo, anche in tempo di coronavirus.

Il peggio è certamente la disgregazione dimostrata dalla sanità, ormai non più “governata” a livello centrale, ma lasciata alla mercé delle Regioni, unità spesso fantomatiche che, di fatto, sono riuscite a peggiorare una situazione già ben oltre il limite.

Liberalizzare è stato lo slogan di un imprenditore fattosi politico per non pagare dazio, ma che agli italiani andava bene perché aveva i soldi e non aveva bisogno di rubare…

Certo, peccato che avesse interessi cui molti provvedimenti hanno fatto agio, alla faccia del grande “statista”, e se questi, come dice lui, è l’unico erede di Einaudi, penso che il “poverino” si rivolti nella tomba a mo’ di elicottero.
Il resto è la storia a seguire, con Matteo I di Leopoldonia, e poi degli stellini e di Matteo II, durato poco come “matrimonio, perché tale sposalizio è paragonabile all’unione tra Luxuria e Malgioglio, cosa si poteva pensare ne sarebbe venuto fuori?

Fortuna, anzi grazie a Dio, ci ha pensato e ci pensa “l’avvocato degli italiani”, a mandare avanti la baracca, ma con il supporto di gente che se si occupa di cappelli da muratore la mettono al lavoro o magari gli esteri, tanto pensate mica che per fare il ministro serva avere competenza della materia? Perché allora all’interno basta ed avanza uno che si intende di… mojito, cos’altro se no?

Poi il coronavirus ci ha spiazzati e l’Italia si è girata al contrario, il sud virtuoso ed il nord nella… merda! Con la Lombardia “da bere” che è diventata “da… morire”, chiedendo scusa (io, perché nessuno tra i politici lombardi lo ha mai fatto) per la battuta non certo felice ma che, lo dicono i FATTI, è la realtà di questi ultimi mesi, con gli eredi del “pontefice” Formigoni (il padre della sconcezza, quello che faceva le vacanze milionarie senza sapere chi le pagava…) intenti a scaricare ad altri il loro pressapochismo, la loro inadeguatezza politica e, soprattutto, umana, e se almeno fossero telegenici e di intelligente e forbita favella …

Povera Italia, ma gli italiani sono quel che sono, non tutti per fortuna, però mi si dia atto di una cosa, ovvero che quando si tratta di andare alle urne proprio non ci azzecchiamo, e non perché in Parlamento ci abbiamo mandato persino Cicciolina, ma per chi ci abbiamo mandato dopo…

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto ANSA

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