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L’ITALIA DEI RECORD

Sono cresciuto in una casa dove i valori sono sempre stati al primo posto da un punto di vista educativo e dove lo sport, il calcio in modo particolare regnava ogni santa domenica. Gli anni sessanta, che hanno rappresentato una crescita sociale ed economica, oggi si sono capovolti per il troppo benessere e per le tecnologie che hanno spostato il dialogo dentro i “virus” dei social, quei virus che difficilmente riusciranno ad essere sconfitte dalle nostri menti.

Il mondo è cambiato, in peggio, ha dichiararlo anche se non parla con una sua voce diretta, ma con lo smog quotidiano, i vortici, i monsoni, le alluvioni, i maremoti, le esplosioni vulcaniche, i ghiacciai che si sciolgono, e pure le pandemie, è il clima; quello che non consideriamo perchè è solo nell’aria, nella trasparenza.

E con il mondo, anche l’Italia si dovuta modificare per sostenere un’economia potente e per non rimare isolata dalla crescita economica. E l’Italia è quella dei primati, dei record:

Siamo primi in Europa per contagi da Coronavirus
Siamo primi in Europa per il debito pubblico
Siamo primi in Europa per la pressione fiscale
Siamo primi in Europa per i parlamentari
Siamo primi in Europa per le pensioni d’oro dei nostri politici
Siamo primi in Europa per i governi non eletti dal popolo
Siamo primi in Europa per la corruzione
Siamo primi in Europa per la disoccupazione
Siamo primi in Europa per abusivismo edilizio
Siamo primi in Europa per il degrado dei ponti e delle reti stradali
Siamo primi in Europa per i costi dei pedaggi autostradali
Siamo primi in Europa per la criminalità e impunità
Siamo primi in Europa per l’immigrazione e non solo clandestina
Siamo primi in Europa per i falsi invalidi
Siamo primi in Europa per consumo di sostanze stupefacenti
Siamo primi in Europa per sudditanza a Bruxelles
Siamo primi in Europa per numero di dipendenti statali e assenteisti e via dicendo….

Se questa è l’Italia dell’eccellenze si capisce anche il perchè il coronavirus è entrato a casa nostra con il paziente zero, anche dentro la sanità, con una dozzina di medici che hanno sottovalutato il problema virus accostandolo ad una influenza stagionale e che oggi si ritrovano in quarantena. A tutto questo si deve aggiungere la speculazione in atto da parte dei produttori e dei distributori di prodotti specifici sull’igiene personale, pubblica o privata. Che definisco una vera vergogna intercontinentale, nel momento in cui si gioca sulla pelle delle persone.

Forse l’Italia ha terminato di essere bella subito dopo la scomparsa di Sandro Pertini, l’unico presidente della Repubblica in grado di mantenere inalterato il socialismo “perfetto” che definisco l’equilibrio totale della comunità del tricolore e che per quel senso di originalità, semplicità, si è permesso da buon fumatore di pipa, di giocare a carte con il c.t. Bearzot e alcuni azzurri dopo la vittoria mondiale in Spagna nel 1982.

Ci sarà per le nuove generazioni un’altra Italia dei record. Un’Italia in grado di avere una classe politica che in ogni ministero abbia la zucca giusta e le competenze specifiche come accade a mio figlio nei Boy Scouts.
Negli Stati Uniti d’America funziona così, in Italia invece cadono le foglie anche a primavera….

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Fotolia

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