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IL LISCIO NON HA ETA’!

Quando si dice “avere la musica nel sangue”. Eh sì, perché per Mirko Casadei (classe ’72), da Cesenatico (FC), è stato così. Figlio di Raoul e pronipote di Secondo Casadei, Mirko è stato svezzato a pane e Liscio. Molto più di una musica, quasi un modo di essere e di vivere la vita con allegria e spensieratezza. Da sottolineare, tre le tante canzoni di successo dei Casadei, il cd ‘Sono Romagnolo’ e il brano ‘Ad chi sit e fiol?’, che è stato scelto da diverse scuole elementari come progetto didattico per far scoprire ai bambini le tradizioni della Romagna, le nostre canzoni popolari e il dialetto, oltre che per il tema importante della canzone. Ma come è nata questa famiglia a tutto Liscio? Chiediamolo direttamente al nuovo che avanza, alla terza generazione dei Casadei…

É nato prima il liscio o i Casadei?
‘Sono nati prima i Casadei! Pensate, che nel 1928, sono nati grazie al mio prozio Secondo Casadei, ma poi il termine ‘Liscio’, legato alla nostra musica, è stato coniato proprio dal Re del Liscio, Raoul Casadei, mio padre, nei primi anni ’70, dopo una serata splendida alle Rotonde di Garlasco in Lombardia, nella zona della Milano bene. La serata era perfetta, andava tutto bene e Raoul lanciò lo slogan ‘Vai col Liscio.’ In platea c’era anche Rosanna Mani di TV SORRISI E CANZONI, che fece la copertina ‘Casadei lancia il Liscio!’ E quindi è nato in quell’occasione il termine Liscio legato alla nostra musica, per esattezza nel 1972.’

Il Liscio è molto più di un genere musicale, vero? Come si può spiegare, raccontare?
‘Il Liscio è uno stile di vita, un modo di essere, vuol dire sentirsi allegri, vuol dire socializzare, comunicare. Il Liscio non è solamente un ballo ma è anche un modo di affrontare la vita con il sorriso sulle labbra, con la voglia di vivere e di pensare positivo. Il Liscio, originariamente, proveniva dall’Austria, dai valzer di Strauss, dalla Polonia con la polka, è una evoluzione di quella musica. Poi, dagli anni ’20 e ’30, è sbarcata in Romagna, grazie al Maestro Secondo Casadei, ma anche ad alcuni personaggi che l’hanno preceduto e che hanno iniziato così a far ballare la gente a farla divertire con questo folklore romagnolo. Con una fisarmonica e un sax, a quel tempo, si suonava per festeggiare il raccolto del grano, da lì, dalle aie dei contadini poi è nato questo genere; si sono formate delle orchestre, dei cameroni come prime sale da ballo, le prime ‘discoteche’. Il Liscio riesce mettere insieme anche i diversi ceti sociali, le diverse generazioni. E’ una musica popolare che si tramanda di generazione in generazione e rimane poi sempre viva nel tempo. I giovani conoscono il liscio, perché magari l’hanno ascoltato dai propri nonni, dai propri genitori, insomma è una musica popolare che non è mai da hit-parade forse, a parte la parentesi degli anni ’70, però è sempre presente, è sempre nel cuore della gente. A conferma di ciò, oggi questa musica, questo Liscio che nasce in Romagna, in realtà è il ballo italiano e sempre più world music, musica etnica che sta spopolando in tutto il mondo. Noi, con l’Orchestra Casadei, siamo stati in tour dall’Australia al Canada, da Cuba al Kazakistan e in Europa; ritorneremo in Canada il prossimo mese, proprio perché stiamo partecipando anche ai Festival Folk. La nostra musica, il nostro Liscio è a tutti gli effetti folk italiano e ballo italiano.’

Ha capito subito che avrebbe portato avanti l’attività di famiglia, seguito le orme di suo babbo?
‘Ma no, questo no. All’inizio, come tutti i ragazzini avevo in mente di fare altro. Mi sono avvicinato un po’ alla musica, iniziando a fare il dj, l’animatore per la Riviera Romagnola e così ho avuto i primi contatti con la gente. Successivamente, ho iniziato a lavorare con l’Orchestra dietro alle quinte, ma curavo più la parte del service, la parte tecnica, e la vendita degli spettacoli; poi, stando a contatto con l’Orchestra, mi sono innamorato follemente di questa musica e ho deciso improvvisamente di salire sul palco, stupendo un po’ tutti ed è stato quello il momento in cui è nata la terza generazione dell’Orchestra Casadei, era il 2000.’

Mirko, che rapporto ha con suo babbo?
‘Ho un rapporto bello, importante. Noi interfacciamo, chiaramente, anche il lavoro alla vita quotidiana, al rapporto tra genitori e figli. Lui è una persona speciale e come tale ovviamente mi ha dato tante cose; a volte discutiamo, litighiamo su certi percorsi da prendere, però, lui ha fatto la storia dell’Orchestra Casadei e per me è sempre stato un grande ‘consigliere’, quindi lo ascolto volentieri, ma poi comunque decido sempre io sulle cose che mi riguardano.’

Oltre al liscio, quale musica le piace?
‘Io sono amante della musica reggae. Mi piacciono le musiche popolari, che vengono da vari paesi del mondo. Mi piace anche il country. Per quello che riguarda invece la musica italiana, soprattutto quella dei cantautori: Vasco Rossi, Zucchero e Jovanotti.’

Oltre alla classica e conosciutissima ‘Romagna mia.’ Qual é la canzone che vi rappresenta di piú?
”Ciao Mare’ si è portato dietro tutte le canzoni più classiche come ‘Romagna mia’, che prima era un successo prettamente locale. Quindi grazie al successo di ‘Ciao Mare’, col Festival Bar del 1973, ed altre come ‘La Mazurka di periferia’, ‘Romagna e sangiovese’ e ‘Amico sole’, hanno elevato il livello di canzoni più storiche come ‘Romagna mia.’

Possiamo dire, vista anche la sua età, che il liscio non ha età?
‘Il Liscio non ha età, come dicevo prima, e si tramanda di generazione in generazione; io sono già diventato nonno a 40 anni, e mia nipote canta già le canzoni del Liscio, ma non perché fa parte della Famiglia Casadei, ma perché queste sono canzoni popolari che quasi a livello genetico si tramandano di padre in figlio. Il Liscio è sempre vivo, è sempre presente anche nelle nuove generazioni.’

Tra le altre cose, a Capodanno, Mirko Casadei dà appuntamento a tutti, sul portocanale in piazza Ciceruacchio, a Cesenatico, per festeggiare il nuovo anno insieme al suo paese. L’ingresso sarà gratuito.

A cura di Nicola Luccarelli

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