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L’ARTE DELLA TRUFFA

truffe
Cambiano i tempi, e cambia anche il modo in cui le persone vengono raggirate. La truffa è una prerogativa tutta italiana e in questo, purtroppo, siamo degli artisti. Ogni giorno, ora, minuto una persona ne raggira un’altra, nei modi più disparati. Da quando il mitico Totò vendeva la fontana di Trevi allo sprovveduto turista americano, ne è passata di acqua sotto i ponti. Nel corso degli anni l’arte della truffa si è voluta, perchè il mondo si è evoluto, ma lo strano piacere di ingannare il prossimo è rimasto inalterato Ai tempi di internet, e cioè al giorno d’oggi, la truffa corre, principalmente, sul web. Essendo caduti, ormai da anni, in una rete virtuale che domina tutto il nostro modo di vivere e di pensare, siamo tutti potenziali vittime di truffe. Spesso non ci accorgiamo nemmeno di essere stati truffati, perchè siamo proprio noi, inconsapevolmente, a cercare questi malfattori e allo stesso tempo, ognuno di noi può diventare un potenziale truffatore. Come accade spesso nei social network, quando una persona finge di essere qualcun altro per scoprire una tresca o, più subdolamente, cercando un po’ di sesso facile, allo stesso modo, sul web migliaia di persone fingono di essere qualcun altro per vendere questo o quel servizio, consapevoli del fatto che non li possiamo vedere in faccia. Nel mirino di questi Arsenio Lupin della truffa, non ci sono solo i cittadini, ma anche istituti di credito, uffici postali di grandi città e piccoli paesi e agenzie assicurative. Ma ci sono anche dirigenti, promotori di banche, di uffici postali, finti ispettori che fanno cadere nella rete delle truffe, persone igenue come pensionati.
Negli ultimi tempi migliaia di conti correnti postali sono stati ripuliti da questi delinquenti informatici. Non solo i conti correnti ma anche le carte di credito e poste pay (comunissime carte prepagate), hanno dovuto arrendersi a questi spregevoli individui. La clonazione delle carte, infatti, è da sempre una spina nel fianco per tutti i cittadini onesti che si vedono prosciugare il proprio conto, senza aver fatto neanche un acquisto. Pensate che sia finita qui? Niente affatto, perchè sul web bisogna stare attenti anche a stipulare un’ assicurazione auto. Come avviene per i conti correnti aperti su internet, anche per chi avvia le pratiche per una polizza sul web ci sono sempre grandi sconti che farebbero felice chiunque, soprattutto in questo periodo di vacche magre. Ma, come spesso accade, la fregatura è dietro l’angolo e infatti, anche in questo caso, non solo gli assicurati non potranno utilizzare la tanto agognata assicurazione, ma perderanno, inevitabilmente, tutti i loro soldi, accontentandosi di stringere, tra le mani, solamente un pugno di mosche. Bisogna cercare do diventare più furbi, in tutti i sensi e anticipare le mosse dei nostri avversari. I media, in questi casi, hanno un ruolo primario, perchè oltre a far conoscere ai più, queste truffe, spiegano anche il modo giusto di difendersi. Ma si può anche aggirare l’ ostacolo e lo si può fare alla vecchia maniera. Per quanto mi riguarda, consiglio di ritornare a parlare con persone in carne e ossa. Se vogliamo aprire un conto in banca, andiamo all’ istituo di credito e perdiamo un po’ di tempo con l’addetto. Se vogliamo aprire un’assicurazione auto, dirigiamoci verso l’agenzia e parliamo con il responsabile. Se vogliamo fare un qualsiasi acquisto, andiamo nei negozi a vedere la merce. Magari, anche in questi casi, andremo incontro a delle cantonate ma, almeno, avremo la possibilità di vedere chi abbiamo di fronte e capire, realmente, con chi abbiamo a che fare. La tecnologia e la possibilità di risparmiare qualche soldo, ci ha fatto diventare un popolo di pigri e indolenti decerebrati e quindi delle vittime predestinate di individui senza scrupoli. Per capire come va il mondo, dobbiamo alzarci dalla sedia, staccare gli occhi dal monitor e uscire dalla nostra buia cameretta. Fino a che vivremo in un mondo ideale, più simile a quello delle favole che a quello reale, andremo incontro a terribili e pesanti bastonate.

Editorialista Nicola Luccarelli – @Fotolia

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