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LA TRAPPOLA DEL FANO PER IL PASSEROTTO

L’unica consolazione per i cesenati dopo il gelo totale all’Orogel Stadium e quella che con la larga vittoria del Fano, oggi è il Rimini ad occupare l’ultimo posto in classifica.
Partita da dimenticare in fretta per Francesco Modesto e i bianconeri totalmente in balia di un avversario pimpante dai minuti iniziali. Dunque il poker dei marchigiani annulla in novanta minuti la striscia positiva di un paio di domenica e ridimensiona nuovamente il “pacchetto” pink di Alfio Pelliccioni.

Certo, una gara storta durante l’arco di una stagione può capitare anche alla Juventus, ma nessuno dei romagnoli avrebbe pensato ad un buco nero. Invece il Cesena è caduto proprio nella trappola del fanalino di coda, come il suo allenatore aveva previsto e avvisato alla vigilia;… iella o sante parole di un tecnico che ancora deve dimostrare di valere per una piazza che non si accontenta e fin troppo accondiscendente con gli uomini di panchina.

Il Cesena, dunque non riesce ad essere immacolato e le feste fanno ricordare l’immenso Leonardo Da Vinci, ma forse con qualche bicchiere di troppo. In un periodo dove la squadra ci aveva fatto chiudere gli occhi per sognare e sospirare di gioia, ora con questa sconfitta interna si ritorna in fretta dalla luna alla terra. E’ un giorno triste, ma la formazione del cavalluccio deve resistere al ko interno e ritrovare tra le mani la via della salvezza, perchè obiettivamente altri pensieri di illusione non esistono.

Vale la pena di pensare che questo sarà un campionato alla lupetto, un torneo di avventura senza logica, una fase sperimentale per gettare una base solida per il futuro, ma senza qualche finanziatore esterno ci si dovrà accontentare per un paio di anni di rimanere incollati alla serie C; in considerazione del fatto che non esiste un vero settore giovanile casalingo in grado di darti economia sostanziale per colpire a freddo nel calcio-mercato 2020.

Adesso dopo le quattro sberle ricevute, il Cesena non può certo rimanere così, come un passerotto. Ha nuovamente il tempo di tornare a farsi coccolare da una tifoseria che vorrebbe passare un sereno Natale e non avere pensieri in bassa quota.

Proprio ora amici della corte mi suggeriscon di scrivere che qualcuno dovrebbe smettere di pettinarsi i ricciolini, di pensare solo alle pubblic-relation, di usare microfoni alle feste, ma di entrare negli spogliatoi e alzare la voce dopo la batosta serale, quelle voci che erano nelle corde di Dino Manuzzi, Edmeo Lugaresi verso chi dorme in piedi e se ne frega di onorare la maglia.

Questo è buon motivo per tornare a ridire che il Cesena di allora, quello delle cassette di frutta e dei miracoli, non potrà mai essere paragonato ad un movimento di commercio unito alla politica.

Il calcio ha bisogno di uomini guida, di osservatori lungimiranti, di fare crescere talenti dal vivaio. Un marchio, un brand come quello del cavalluccio in comodato d’uso per acquistarlo definitivamente bisogna pagarlo a caro prezzo e non attendere aste di quarto grado, ovvero al ribasso… Questo in campo e nella vita se lo AMI!

Pax per un amico lettore di Savignano DAVIDE MONTESI supertifoso bianconero… scomparso prematuramente al di là del fiume… ci mancherà, ma gli saremo vicini per quello che dal cielo ci chiederà… lentamente… pieno di luce…

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Frasca

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