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LA LAZIO COME MICHELANGELO

La Serie A quest’anno si è rivelata ricca di sorprese e novità.
Squadre che fino alla scorsa stagione venivano considerate come le sfavorite del campionato ora si ritrovano nelle posizioni più ambite della classifica. Un valido esempio è la Lazio, che continua a racimolare punti su punti tenendo testa ad Inter e Juventus, battendo addirittura il record del mister Eriksson di nove partite vinte consecutivamente avvenuto nella stagione 1998/1999.

Infatti è da 15 partite che la Lazio non perde un match e questo compiace molto tutto il team biancoceleste, che con impegno e strategia ha costruito una rosa praticamente inespugnabile nel corso degli ultimi anni.

Difatti sono numerosi gli apprezzamenti elargiti alla società laziale che, a detta di tutti gli addetti ai lavori, esprime, assieme all’Atalanta, il miglior calcio d’Italia. Un riconoscimento va sicuramente alla dirigenza ed allo staff intero, in primis al presidente Claudio Lotito, al ds Igli Tare e al lazialissimo coach Simone Inzaghi, i quali hanno riposto fiducia in giocatori che prima di approdare a Roma venivano considerati come mere scommesse. Ma è appurato che l’andamento così positivo della squadra non sia solo frutto della tecnica magistrale della dirigenza, ma anche dell’armonia che pervade lo spogliatoio.

I calciatori si spalleggiano e si sacrificano l’uno per l’altro e, fuori dal rettangolo di gioco, risultano essere anche ottimi amici; simboliche sono alcune attestazioni di stima reciproche ed “effusioni” che, quotidianamente, si scambiano sui social network come ad esempio fa il capocannoniere Immobile rivolgendosi al compagno Acerbi chiamandolo affettuosamente “amore mio”. Varie sono le similitudini attribuite a questa Lazio a quella dello storico scudetto dell’anno “1974”, quest’ultima una macchina perfetta alla guida del grande maestro Tommaso Maestrelli il quale riuscì a convogliare le energie di un gruppo definito piuttosto caldo” sul campo dove gli interpreti di gioco, fra questi i compianti Giorgio Chinaglia e Luciano Re Cecconi, sfogavano le loro esuberanze ottenendo vittorie a ripetizione fino al conseguimento del primo
tricolore.

L’idea di riconquistare lo scudetto è presente in casa Lazio, sebbene siano numerosi gli ostacoli da superare: la Juventus di Sarri, difatti, ha iniziato a comprendere appieno il gioco complicato del proprio allenatore, esibendosi sempre in splendide prestazioni. In più, la pressione di vincere per la nona volta di seguito lo scudetto è tanta, soprattutto dopo il mega acquisto di Cristiano Ronaldo.

Tuttavia la Lazio sembra estremamente motivata a portarsi il campionato a casa, o almeno ad aggiudicarsi un posto in Champions League. I supporters biancocelesti sperano di vedere alzare un’altra coppa dai loro beniamini questa stagione, seppur la vittoria della Supercoppa Italiana contro la Juventus sia stata già una grande soddisfazione per loro. I tifosi laziali ora sono più entusiasti che mai, e questo ardore da parte degli aquilotti si tramuta in un incessante sostegno alla squadra la quale, sia nel corso dei matches casalinghi che in quelli disputati in trasferta, registra sempre una considerevole affluenza che non si vedeva da anni.

Memorabili poi sono le coreografie della mitica curva “NORD” laziale; l’ultima realizzata è stata quella del derby di ritorno raffigurante la “Creazione di Adamo” del Michelangelo, opera che ha lasciato lo stadio intero a bocca aperta ed ha annichilito, senza diritto di replica, la tifoseria rivale. Il divario tra le due tifoserie è sempre stato grande, soprattutto perché la Roma ha continuamente reclamato di essere la vera squadra della capitale a causa del proprio nome, ignorando il
fatto che la Lazio sia nata ben ventisette anni prima, nel 1900. Ma la società biancoceleste è fiera del proprio nome e dei propri colori, nonostante non siano quelli tradizionali della Lupa. Il simbolo dell’aquila infatti riveste un ruolo importante: rappresentava l’Impero Romano quando Roma era la capitale d’Occidente, ed oggi rappresenta la squadra biancoazzurra.

A cura di Camilla Spinelli redazione sportiva – Foto Marco Iorio

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