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LA BATTAGLIA A PALAZZO MADAMA

L’Aula del Senato ha votato sui tempi della crisi di governo, respingendo la richiesta di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia di votare entro domani la sfiducia al premier Giuseppe Conte. Confermata dunque la data del 20 agosto per le le comunicazioni di Conte, fissata ieri dalla capigruppo a maggioranza.

Duramente contestato dalla sinistra l’intervento del leader della Lega, Salvini, che ha proposto di votare subito il taglio dei parlamentari chiesto dal Movimento 5 Stelle e poi andare ad elezioni.

Salvini: votiamo taglio parlamentari e subito al voto Nel suo intervento, il vicepremier Matteo Salvini aveva aperto alla richiesta del Movimento 5 Stelle: “Tagliamo i parlamentari la prossima settimana e poi subito al voto”. Poi: “L’Italia vuole avere certezze e cosa è più bello e democratico, lineare che dare la parola al popolo. Cosa c’è di più bello? Non capisco questa paura, chi ha paura del voto ha la coscienza sporca e teme di non essere rieletto”. Domani i capigruppo della Lega alla Camera voteranno “per anticipare il taglio dei parlamentari, si chiude in bellezza e poi per dignità onestà e coerenza subito al voto”.

M5s a Salvini: taglio parlamentari? Prima Lega ritiri sfiducia “La proposta di votare immediatamente la prossima settimana la quarta lettura della riforma” per tagliare i parlamentari “è possibile esclusivamente se domani non viene votata la sfiducia al governo, mi aspetto che venga ritirata la proposta Romeo, in alternativa voteremo contro”. Lo afferma il capogruppo del M5s in Senato, Stefano Patuanelli prima del voto. Ma la Lega risponde: la sfiducia resta.

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