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IL PUNTO DEL DIRETTORE VIRUS ED ECONOMIA

E’ un momento particolarmente difficile, lo sappiamo tutti e quello che ci spaventa è che non abbiamo la minima idea di quando finirà.

Il Coronavirus è infatti ancora pienamente in espansione, da noi che siamo stati “unti” per primi in Europa, ma pure nel resto del Vecchio Continente e in tutto il Mondo, intanto perché è un virus e quindi che si “muove” con grande facilità, bastandogli un essere umano per deflagrare in ogni dove, e poi perché non è assolutamente possibile prevenirlo ed il contagio, come la diffusione, hanno periodi d’incubazione di non pochi giorni, oltre a presentare sintomi piuttosto simili ad una comune influenza.

Gli esperti mondiali stanno infatti ripetendo che occorre tempo, ben più della settimana inizialmente teorizzata, per la massima espansione e il successivo regresso della malattia, questo anche perché è qualcosa di sconosciuto anche per il nostro organismo che ha bisogno di tempo per riuscire a metabolizzarlo ed adottare le contromisure adeguate; se vogliamo semplificare è lo stesso tipo di situazione che ha portato gli animali ad adattarsi ai cambiamenti climatici, all’essersi spostati territorialmente, oppure (pensiamo agli insetti) a tutto quanto l’uomo ha inventato per combatterli.

Solo con il tempo arriverà la soluzione, ma intanto il problema non toccherà solo l’aspetto sanitario, la nostra salute, ma anche, e purtroppo anche in maniera molto più evidente, l’economia del Mondo intero, con ripercussioni che oggi e per quanto già riscontrabili, non sono che l’inizio di una possibile recessione, di una nuova crisi economica assai diversa da quella del 2008, dove erano le banche ed i rapporti di sfiducia del sistema ad esserne causa, mentre l’attuale situazione presenta caratteristiche assai diverse.

Non è infatti solo l’Italia, per quanto sempre sotto la lente d’ingrandimento altrui, a dover fare i conti con le conseguenze di una situazione gravissima, anche se in questo momento l’espansione dei problemi sanitari ed economici va di pari passo e pare colpire soprattutto il nostro Paese; ma questo solo perché siamo stati i primi ad essere coinvolti, i primi a trovarci di fronte ad una questione cui non eravamo preparati (ma gli altri, per furbi che pensino di essere, hanno dimostrato di esserlo ancora meno), i primi a dover prendere dei provvedimenti che servissero quanto meno a tamponare la problematica, se vogliamo a dover guadagnare tempo perché la “macchina” della scienza si mettesse in moto, o se preferite, affrontasse il nemico!

Certo non è facile per nessuno dover decidere quando si è di fronte a qualcosa di sconosciuto, anche perché anche la medicina, per evoluta ed efficace sia, ha bisogno di tempo per combattere la propria battaglia; figuriamoci poi in situazioni dove la mancanza di conoscenza va a sommarsi con la tendenza a drammatizzare e al proliferare di tuttologi e catastrofici individui, quasi che si godesse a prevedere a tutti i costi immani tragedie e che, la portinaia della zia del cugino, della vicina di casa, ne sapesse assai di più di medici e studiosi di fama mondiale!

Al di là delle stupidaggini che abbiamo sentito e proliferano tutt’ora, c’è però la realtà di un problema serio che si risolverà solo con il tempo, senza purtroppo aver innescato conseguenze anche a livello economico, perché già oggi ci sono settori in grossa crisi, che necessitano di un aiuto importante, ma che purtroppo potrebbero essere solo l’avanguardia di quello che ci aspetta.

Qui non è il caso di voler entrare nella lista di chi fa del catastrofismo, ma solo di analizzare quelle che potrebbero essere le conseguenze di un momento particolare che coinvolgerà tutto il Mondo, un po’ per volta come è l’espansione del Covid-19; anche per questo aspetto occorrerà calma, moltissima, non lasciarsi sopraffare dalla paura, usare il più possibile la propria testa, ragionare con raziocinio, anche quando ci viene detto che la borsa ha “bruciato” miliardi in un solo giorno, in una sola seduta.

Chi ha l’abitudine di seguire un po’ l’economia, anche solo di sentire al telegiornale i dati borsistici, avrà certo notato come in momenti di ribasso si usi proprio il termine “bruciato”, mentre quando c’è un rialzo vi è mai capitato di sentire dire “creato”? Eppure è così, perché questo è quello che succede giornalmente al mondo delle azioni, anche se pure qui si drammatizza spesso, come oggi, senza tenere conto che i ribassi, pur accentuati, sono arrivati dopo i record toccati da tutte le borse mondiali e mica si è tornati a zero!

Vendere, riuscire a farlo, vuol dire che c’è qualcuno che acquista, e quindi che anche in momenti dove c’è chi si libera di qualunque azione, al di là della bontà societaria, c’è da un’altra parte chi pensa possa essere il momento giusto per acquistare, magari non al miglior prezzo, ma certamente avendo davanti un potenziale futuro guadagno.

Ovviamente quello che succede in borsa è solo una parte del problema economico, perché aziende, artigiani, dipendenti delle medesime, esercenti, sono coinvolti anche pesantemente in una fase di crisi recessiva ed occorre quindi si metta mano a provvedimenti economici che permettano a tutti, con i dovuti sacrifici, di superare una crisi i cui contorni temporali sono tutt’altro che facili da preventivare; anche in questo caso occorre tempo per trovare le giuste ed opportune contromisure ed anche in questo caso ciò che serve di meno sono le cassandre e coloro che… se ci fossimo noi il problema non sarebbe mai sorto… già, perché qualcuno il Covid-19 lo avrebbe mangiato, magari bevuto al Papeete oppure confinato in mezzo al mare su di un barcone, facendolo affondare dagli U-Boot, o forse sarebbe bastato qualche sgarbiano insulto per farlo migrare altrove.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Marco Iorio

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