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IL PUNTO DEL DIRETTORE LA SERIE A

Cosa ha lasciato dietro di se il giro di boa del campionato, tra il giocare durante le festività natalizie, i soliti incidenti in cui questa volta ci è scappato il morto e gli altrettanto soliti ululati al “nemico” con la pelle scura?
Intanto c’è la conferma di un torneo finito prima ancora di iniziare, perché l’arrivo in bianconero di CR7 ha vieppiù sparigliato un mazzo che già lo era parecchio; inutile girarci intorno, il potere finanziario non serve solo quando fa comodo per giustificare le sconfitte europee salvo poi rispondere piccati quando lo stesso argomento lo sollevano le avversarie di casa, meglio mettersi il cuore in pace, perché avanti così la Juve di scudetti consecutivi ne vincerà a …. stelle.
E non è che dietro i bianconeri le cose vadano poi così diversamente, dato che il Napoli viaggia a +5 dall’Inter (terza) ed addirittura a +12 dal quarto posto della Lazio! se non cambia qualcosa l’unico traguardo per cui si corre è l’ultimo posto Champions e quelli UEFA, dato che in soli sette punti sono ben nove le formazioni che sgomitano, anche se non si capisce bene se giocano per vincere o, come fanno certi giocatori di ramino, al meno.

Personalmente non credo gran che nel Parma, buono a tirarsi fuori in anticipo dalla lotta salvezza ma davvero capace di arrivare più in alto di oggi? E non credo più di tanto neppure in Sassuolo e Fiorentina, troppo discontinue sino ad oggi per nutrire maggiori ambizioni.
Diverso il discorso che potrebbe coinvolgere Torino, Atalanta e Sampdoria, anche se i blucerchiati mi sembrano un po’ troppo legati al rendimento di Quagliarella e le formazioni di Giampaolo tendono, a lungo andare, a perdere consistenza; mentre l’Atalanta di Gasperini riesce ormai a frequentare le zone alte della classifica al di là della vendita costante dei pezzi migliori (o presunti tali, visto che costano tantissimo ma poi non è che mantengano sempre le promesse) ed il Torino con una maggior convinzione e precisione dei suoi attaccanti mi pare attrezzato per giocarsela fino in fondo per l’Europa.

La Roma, dal canto suo, ha ancora la Champions in ballo e deve assolutamente trovare quella continuità che sino ad ora le è mancata in campionato; tanti gli infortuni patiti dai giallorossi, ma spesso la causa del ritardo romanista ha nelle assenze solo un motivo che sa più di scusa che di reale peso; mentre il Milan è, secondo il mio modestissimo parere, una formazione sopravvalutata e deve ringraziare Rino Gattuso se è ancora in grado di giocarsi la futura Champions; certo “Ringhio” fa degli errori (come tutti d’altra parte), ma senza la sua caparbietà, spesso sottovalutata, ho l’impressione che i rossoneri avrebbero poco da dire in classifica.
Al resto del gruppo poco resta se non inseguire una salvezza che se arrivasse per Chievo e Frosinone avrebbe dell’incredibile o quasi, mentre per la terza poltrona “a scendere” la lotta sarà bella tosta e piena di una mediocrità tecnica che solo coprendosi gli occhi con delle fette spessissime di salame non si riesce a cogliere.
Sono fautore da tempo della riduzione delle formazioni in Serie A e più il tempo passa, più la classifica conferma le mie convinzioni; il Chievo è davvero nelle condizioni di salvarsi? Anche se gli restituissero i tre punti per l’ennesimo scandalo in cui i clivensi sono coinvolti (loro dentro alla melma ci sono sempre e non è la prima volta che vengo beccati nel gioco delle plusvalenze fittizie), dove possono davvero arrivare? L’anno passato si sono salvati per il rotto della cuffia (o per altro?), facendo passare Maran per un imbecille e D’Anna per il salvatore della patria che non era e quest’anno?

Non diversa è, ritengo, la situazione del Frosinone, perché la buona volontà non basta quando manca tutto il resto; davvero la soluzione è cacciare Longo per chiamare quel Baroni che, promozione con il Benevento a parte, in A ancora deve vincere una partita? Cambiare giusto per dare una scossa serve davvero se poi, nel sessanta per cento dei casi, si fa marcia indietro dopo poche settimane, al massimo uno o due mesi?

La terza retrocessa invece chi sarà? Certo la lotta si presenta bella tosta, il Bologna sembrerebbe più attrezzato di Empoli e Spal, ma i felsinei continuano ad inanellare brutte prestazioni e cambiare il mediocre Donadoni con l’altrettanto mediocre Pippo Inzaghi è servito solo a fare meno punti ancora delle ultime stagioni; giocare al pallone nel Milan era più facile che non sedere sulla panca rossoblù, anche perché in campo non c’è il braccio alzato di Baresi a chiamare fuorigioco spesso inesistenti, tra Destro e Van Basten c’è la stessa differenza che tra una Rolls-Royce ed un’Ape e manca pure patron Berlusconi…

Vero però anche che Empoli e Spal non è che siano tanto meglio e pure l’Udinese delle scelte argentine (salvo poi chiamare Nicola per salvare la baracca) sta nel lotto di chi faticherà non poco, mentre Genoa e Cagliari mi paiono fuori dai brutti giochi, salvo cataclismi più facili in casa Preziosi (al terzo allenatore stagionale, ma richiamare Juric come se lo è inventato?) che in Sardegna, dove Maran lavora certo meglio e più tranquillo che all’ombra della lanterna.

Dieci giorni e si ricomincia, mentre il mercato tenta quei sussulti sempre difficili a gennaio, dopo che il governo del calcio fa il paio con quello politico e si è rimangiato la chiusura anticipata decisa in estate; si andrà avanti sino a fine gennaio, per la gioia degli allenatori che, chi più chi meno, qualcuno in partenza ce lo hanno, dei tifosi che potranno sognare per qualche giorno in più l’arrivo di qualcuno che non sia uno dei tanti, soliti, pacchi posticipati di Natale, di noi giornalisti che dobbiamo riempire pagine e pagine di notizie spesso inventate, ma della cui attendibilità non frega niente a nessuno.
Buon girone di ritorno.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Iorio

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