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IL MOTO GP 2019

Dal 10 marzo al 17 novembre, dal Qatar a Valencia, saranno 19 le gare che assegneranno il titolo Mondiale di Moto GP nel 2019; un Mondiale che si presenta interessantissimo, e si spera, combattutissimo viste le novità che sono seguite alle tante polemiche della stagione precedente.
Intanto ci sarà uno scontro che potremmo definire di “Nazionali”, tra i piloti Honda e Ducati, visto che sulla moto giapponese, insieme al campione del Mondo Marquez, è arrivato un altro spagnolo volante come il maiorchino Lorenzo, mentre la Ducati si affiderà al duo italiano Dovizioso-Petrucci; a fare da terzo incomodo provvederà sicuramente la confermata coppia mista della Yamaha, formata da Rossi e Vinales, entrambi in cerca di riscatto dopo un 2018 avarissimo e passato ad inseguire e lamentarsi per una due ruote spesso più simile ad un triciclo che ad una moto da corsa.

Nel fare l’elenco dei favoriti per la vittoria finale non si può che partire da Marc Marquez, campione uscente e certamente il migliore del lotto, bravo a migliorarsi di anno in anno ed, ultimamente, diventato più ragionatore, specie quando la vittoria è risultata impossibile da ottenere e la logica diceva di puntare ad un piazzamento che vuol dire punti, alla fine determinanti.

Si sa che su ogni pista il rendimento delle moto è spesso assai differente, che alle caratteristiche dei singoli tracciati vanno aggiunti la variabile delle gomme e persino la meteorologia, quindi riuscire a portare via punti anche nelle giornate meno favorevoli è condizione indispensabile per strappare la corona mondiale alla concorrenza.
Molto vicino a Marquez è d’obbligo riservare il posto ad Andrea Dovizioso, pilota che nelle ultime due stagioni ha fatto correre più di un brivido sulla schiena del rivale spagnolo, sfiorando specie nel 2017 una vittoria che sarebbe stata sicuramente meritatissima; il Dovi ha meno classe di Marquez, ma negli anni si è costruito una forza che nessuno gli pronosticava ed anche per il 2019 potrebbe/dovrebbe essere il rivale più pericoloso per il campione in carica.

Terzo della classifica 2018, Valentino Rossi, alla bella età di 40 anni non molla di un centimetro, certo per il “dottore” servirà una moto ben diversa da quella dell’ultima stagione, perché ai piazzamenti occorre alternare delle vittorie, quelle che danno anche morale e mettono un po’ di paura a rivali che di Valentino potrebbero essere nipoti.
Stesso discorso per l’altro pilota del Team Yamaha, Maverick Vinales (quarto nel 2018), uno che sembrava un fulmine dal fulgido avvenire ed invece si è fermato al capolinea di una moto davvero pochissimo competitiva; l’età gioca a favore di Maverick, ma siccome non corre a piedi…

Quinto “incomodo” non può che essere Jorge Lorenzo, il quale ha lasciato dopo un biennio e mille polemiche la Ducati, per sedere sulla stessa moto di Marquez e dar vita ad un Team in cui chissà quale sarà l’aria da respirare …. Il lunatico maiorchino è indiscutibilmente un ottimo pilota, ma dopo il mondiale “rubato” a Valentino Rossi nel 2016, quando i due correvano entrambi per la Yamaha, grazie all’aiuto di uno scorretto Marquez, le sue azioni sono andate scendendo e di molto.

I due anni passati alla Ducati gli hanno notevolmente aumentato il conto in banca, mentre i risultati sono stati inversamente proporzionali allo stipendio incassato, e le tre vittorie del 2018 (arrivate quando già aveva accordi con la Honda) sono servite unicamente per alimentare polemiche su una moto che il compagno aveva nel frattempo portato sette volte alla vittoria, sfiorando un mondiale che avrebbe potuto essere vinto se solo Lorenzo avesse fatto per intero la sua parte.

La lista dei pretendenti al Mondiale direi che finisce qui, perché il resto potrà portare via punti preziosi su questo o quel circuito, specie con la pioggia, ma pensare che i pur bravi Petrucci, Crutchlow, Rins, Iannone, possano essere competitivi ai massimi livelli è estremamente difficile, mentre molta attesa c’è per il passaggio del Campione della Moto 2, Francesco “Pecco” Bagnaia, che con il Team Pramac, affiancherà Jack Miller sulla Ducati che era di Petrucci; il pilota torinese è un talento e, dopo il gusto apprendistato, siamo convinti farà parlare di se anche in Moto GP.

Il Direttore Responsabile Maurizio Vigliani – Foto Marco Iorio

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