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IL MONOPATTINO NON ERA UN GIOCATTOLO?

MA IL MONOPATTINO NON ERA UN GIOCATTOLO?
Ma non sarebbe stato meglio lasciarlo ai bambini?

Sarebbe rimasto un giocattolo, un passatempo innocente, un accessorio tipo Peppa Pig.
Non era meglio lasciarlo ai nostri ricordi d’infanzia?
Di tutto avevamo bisogno, tranne che di questa ultima mania modaiola condita in stile green, perchè, ci potete contare, chi guida il monopattino, è sicuramente in possesso della patente eco-friendly.

E per questo può evitare la patente, ma anche l’assicurazione, la targa, e il rispetto delle regole e della prudenza.
E così che, in nome della difesa ambientale, le città si stanno popolando di manager d’assalto, in giacca, cravatta e zainetto, che sfrecciano a velocità supersonica, magari in contromano, o sul marciapiede, mettendo a rischio la vita degli altri.
Della serie, se sei un “trendy green”, mica è necessario seguire le regole del codice stradale!
Siamo tutti consapevoli che il mondo è in fibrillazione per eventi assai più drammatici dell’invasione dei monopattini in strada, ma il fenomeno non va sottovalutato.
Lo dimostra l’ultima polemica, esplosa nei giorni scorsi a Torino, perchè un vigile ha osato fare la multa ad alcuni spericolati monopattinisti che, se, al contrario fossero stati su un utilitaria, giustamente, sarebbero stati considerati alla stregua di pirati della strada.
Diciamolo: il monopattino sta diventando un business per chi lo vende.
Sta diventando una moda per chi lo usa per andare al lavoro, perchè così P a” la page”.

Questo attrezzo, oltretutto, è tutto fuorchè economico: alcuni modelli possono arrivare a costare anche 4 mila euro.
Il problema reale, è che alcuni di loro viaggiano fino a 20 o anche 30 chilometri all’ora.
Per guidarli non ci vuole patente, non esiste targa, ergo , se uno viene travolto da uno di questi siluri che viaggia contromano, chi ne risponde?
Chi paga?
Nel luglio scorso, l’allora ministro Toninelli varò un decreto, che permetteva ai Comuni di aprire ai monopattini alcune zone di sperimentazione, ma nel frattempo i siluri sfrecciano liberamente un po’ dappertutto.
Senza freni e senza regole.
Chi prova a chiedere l’uso del buon senso, viene immediatamente bollato come inquinatore e nemico del pianeta.
Certo che vogliamo tutti salvare il pianeta, credo, ma vorremmo anche salvare il pensionato che passeggia sotto casa, la casalinga che va a fare la spesa, il pedone, che come è successo a me ierl’altro, rischia di essere travolto mentre attraversa la strada.
Mi verrebbe da dire che siamo, ultimamente, intrinsicamente, sempre più ostili a ogni rigore e a ogni disciplina.
Mi taccio, però tornando alla domanda iniziale, non sarebbe meglio salvare il pianeta con qualcosa di diverso che quest’ultimo trastullo dei top manager speddy gonzales, lasciando magari il monopattino al suo posto, cioè nel reparto giocattoli?
Oltretutto, concedetemelo, credo proprio che loro, i bambini, abbiano sempre dimostrato di sapere fare con questo attrezzo l’uso più saggio…giocare, appunto!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Images

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