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IL CACCIATOR CORTESE… E LA DOPPIA “L”

Vivendo a Martorano lungo il percorso della salute, continua a scorrere fra le ubertose campagne romagnole il Savio e, anche se i tordi, oggi se ne trovano meno dei tempi rammentati dall’amico Riva che abitava a Porta Santi, noi continueremo a cercarli con la stessa intensa passione, perché non è vietato sperare che i desideri, prima o poi, diventino realtà. Ma vi chiederete cosa significa questa apertura mica siete qua per leggere di caccia e natura, voi gente di calcio, di fumo e di birra.

Eppure, qualcosa di eccitante, tra il fumo bianco e nero dei fuochi estivi, fa rientrare il calcio cesenate in quelle origini venatorie sulla caccia. Infatti, ci siamo chiesti se Giorgio Lugaresi è stato più odiato dalla tifoseria del cavalluccio per la sua passione di cacciatore o per la sua incapacità sportiva? Con gli amici della fontana, ne abbiamo aperto un dibattito e tra una bottiglia di vino e l’altra ne è nata una vera e propria finale di calcio in costume alla Benigni. Figuriamoci poi quando intorno a te sotto le stelle la sbronza aumenta e ti pare subito giorno… Il fatto, però che ci ha incuriosito in conclusione del dibattito è che tutti quanti ci siamo dati una solo risposta e ci siamo perfino detti se eravamo un poco pure squilibrati oltre che ubriachi! Pensatela come volete, ma il sondaggio, ha fatto prevalere per la prima ipotesi.

Dunque a conti fatti il Cesena è fallito per un fucile di troppo che nella musica calcistica, ovviamente non è nemmeno un lontano parente. D’altronde ci siamo proprio detti come può essere diverso, se dentro il Cda vi erano gli illuminati di come fare impresa, commercialisti specializzati nei tagli di gestione e quel Rino Foschi marpione, che prima di andarsene a Palermo ha già mezzo firmato per il Martorancesena Fc e ad un suo possibile ritorno tra vecchi amici senza di mezzo il suo vecchio padrone, che lo ha sempre coccolato a suo modo di vedere per le capacità di come avventurarsi dentro il calciomercato!

Pensate che siano bordate o un match di box le nostre considerazioni o ragionamenti da contraltare? Può essere perchè abbiamo sempre avuto una certa simpatia più per i tordi che per i cacciatori, del resto la loro bellezza fanno sorridere i platani argentati.

Ma adesso che non si sparano più le minchiate, dopo la morte del Cesena, speriamo di non dover parlare di pesca all’amo nel prossimo futuro, perchè nell’arena del Manuzzi dove sta rispuntanto il ciuffo d’erba, vorrei tornare a scrivere di gesta e di memoria, di emozioni che volteggiano appunto nell’arena del cavalluccio.

Intanto che continueremo a cercare i tordi, il Cesena Angelini (poco mi convince) vestito da pellicciotti smanicati ha solo un compito da fare: sperare che i desideri dei tifosi possano essere realtà, altrimenti è meglio spararsi, prima di piangersi addosso, perchè sarebbe la fine di una rinascita appena partita e il fallimento totale della politca calcistica a Cesena, dove noi da fanciulli abbiamo imparato a conoscere il pallone in mezzo alla ghiaia con il sangue che scorreva lungo le ginocchia.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Vittorio Calbucci archivio storico

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