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IL BONUS MAMMA, “MEGLIO DI NIENTE”…

Attesissimo da tutte le future madri, è finalmente arrivato il tanto chiacchierato “bonus mamma”.

A ricordarlo ci ha pensato via Facebook la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi. “Da oggi sarà possibile fare domanda presso l’Inps per il cosiddetto ‘bonus mamma’: 800 euro a ogni mamma per la nascita o l’adozione di un minore. È una misura inserita dal governo dei MilleGiorni nella legge di bilancio per il 2017. È uno dei primi passi nella giusta direzione”.

Standing ovation per il Governo? Non proprio, perché lo spirito critico è un fardello inevitabile per chi vive in questo Paese, e anche se verranno dati 800 euro alle neo mamme, rimangono tanti “problemini”, come le infinite spese, i lavori precari e mal pagati oltre ad una flessibilità lavorativa inesistente. E non saranno gli 800 euro a risolvere la questione.

Ma in Italia ci siamo abituati a pensare: “meglio di niente”, invece di lottare seriamente per quelli che sarebbero i diritti fondamentali di qualunque essere umano (come, ad esempio, avere dei figli senza dover rinunciare a mangiare tutti i giorni per dare da mangiare a loro), quindi, ben vengano gli 800 euro.

Alternativa Popolare ha esultato, sostenendo: “è una nostra vittoria”, mentre Maurizio Lupi ha sottolineato come la misura “attesa da troppo anni, è stata fortemente voluta e di questo va ringraziato il ministro per la Famiglia Enrico Costa per la costanza con cui l’ha perseguita, riconoscendo finalmente il giusto valore alla famiglia”.

Tralasciando il fatto che siamo ancora lontani dal “riconoscere finalmente il giusto valore alla famiglia”, questi 800 euro assumono tutta l’aria del “contentino”: quello che il Governo concede ogni tanto alle masse giusto per tenerle buone. Ad ogni modo, visto che almeno questo soldi si possono richiedere, vediamo come fare.

All’inizio, nella manovra, si era parlato di un tetto Isee per la richiesta del bonus, ma l’Inps ha reso noto che non c’è alcun limite di reddito. Quindi tutte le mamme residenti in Italia, di cittadinanza italiana o comunitaria (e le non comunitarie in possesso di status di rifugiato politico o con permesso di soggiorno Ue per lungo periodo) che hanno partorito nel 2017 e le gestanti che hanno terminato il settimo mese di gravidanza possono presentare la domanda: tutto questo vale anche in caso di adozione o di affido di un minore avvenuti dopo il primo gennaio 2017.

Per quanto riguarda le tempistiche, la richiesta si può fare dal settimo mese di gravidanza fino al primo anno dalla nascita per i bimbi nati dopo il 4 maggio. Per chi fosse nato dal primo gennaio al 4 maggio l’anno di tempo inizia a decorrere da quest’ultima data. Se volete evitare le code, potete compilare la domanda via web sul portale dell’Inps, oppure recarvi presso il contact center integrato o ai patronati.

Ricordiamo infine che il bonus verrà erogato in un’unica soluzione ed è legato al numero dei figli nati o adottati. Per esempio, nel caso i piccoli fossero due, il bonus sarebbe di 1.600 euro.

“Meglio di niente”…

A cura di Silvia Pari

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