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HA DA PASSA’ “A NUTTATA”

HA DA PASSA’ “A NUTTATA”

“Mi turba la perdita della bellezza della vita che amavo”
Si dispera Ashley Wilkes, in “Via col vento”, pensando alla scomparsa del mondo che conosce, e che non sara’ mai piu’ lo stesso
Succedera’ anche a noi?
Avremo l’estate, andremo in vacanza, ma sempre in compagnia del virus!
Il “leit motive” sara’: fatti piu’ in la’!

Prove tecniche di fase 2: il tempo atteso e temuto della convivenza col virus e’ arrivato.
Quello in cui, fuori dai confortanti confini domestici, ogni prossimita’ diventa un campo minato, e la facolta’ di muoversi e incontrarsi risponde a geometrie variamente lecite o sanzionabili. Sono giorni di sperimentazioni, questi: il mondo la’ fuori e’ una gigantesca lavagna, su cui tracciare metriche, e modalita’ nuove di interazione.
A insegnarcelo e’ la prossemica, la scienza che studia il linguaggio silenzioso dei corpi, in cui la distanza media tra gli individui nelle interazioni, diventa un elemento culturale distintivo, e ci mostra come certe misure di sicurezza impattino in modo diverso a seconda delle latitudini.

Un famoso antropologo,il professor Luca Toccacelli ci spiega che in una civilta’, la nostra, che, in pochi mesi ha ribaltato il divieto di circolare in pubblico col volto coperto, imponendo da un giorno all’altro l’uso della mascherina, l’immenso arsenale espressivo della mimica facciale, risulta ora drasticamente depotenziato.
Nel frattempo, le traiettorie del nostro quotidiano divergono, e si assotigliano, viaggi singoli in ascensore, rientri al lavoro a scacchiera, ingressi razionati nei negozi, amministratori e urbanisti sono impegnati a ridisegnare le mappe di citta’ e edifici, dotandoli di spazi comuni piu’ ampi, desincronizzando i tempi degli uffici pubblici e delle scuole, assottigliando i flussi dei pendolari.

Trasferendo parte delle attivita’ non essenziali all’esterno: e’ il caso per esempio delle arene estive, dove potremo temporaneamente tornare, adeguatamente distanziati, al cinema e a teatro. Il rapporto con gli altri si fa meno spontaneo, e piu’ disciplinato, le distanze si allungano.
Il tema del distanziamento e’ diventato il tema principale anche di molte aziende internazionali, e sta modificando i loro loghi: Mc Donald’s, Coca Cola, Audi, per citarne alcune, e anche l’italiana Robe di Kappa: “ gli Omini di Kappa seduti schiena contro schiena sono stati intoccabili per 50 anni”, ma tempi eccezzionali richiedono scelte eccezzionali,

Ed e’ stata lanciata una campagna social globale “Come toghether while we are a parte” e gli Omini sono stati allontanati.
Messaggi che emozionano: siamo cambiati, e forse questo comporta, perche’ no, un miglior utilizzo anche della comunicazione.
Ci saranno sicuramente meno immagini statiche e sempre piu’ in movimento.
Il virus ha stravolto il nostro immaginario, e e ci ha messo di fronte a una maggiore precarieta’, abbiamo perso in un attimo la nostra vanita’ e quella sensazione di immortalita’ che sembrava aver pervaso i nostri atteggiamenti precedenti.

Anche l’estate passera’, molti andranno in vacanza, al mare in montagna o, dovunque pensino di stare bene, ma una cosa e’ certa: al rientro non ritorneremo a vivere come prima, quella che chiamavamo normalita’ ci faceva vedere “ normale” un mondo che non si preoccupava dell’ambiente, della violenza sui piu’ deboli, delle ineguaglianze sociali.

Se questa pandemia, quando “A nuttata sara’ passata”, ci lasciera’ e’ proprio lo sguardo nuovo sull’umanita’, sulla natura, e su cio’ che vale la pena raccontare.
Facciamone buon uso!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Marco Iorio

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