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GILLET GIALLI NON SI FERMANO A PASQUA

Si preannuncia un sabato di tensione a Parigi: per l’atto 23 delle proteste i Gilet Gialli hanno indetto una manifestazione battezzata ‘Ultimatum 2’, dando seguito al primo ultimatum del 16 marzo, mentre il governo che prevede la presenza di ‘casseurs’ ha approntato un robusto dispositivo di sicurezza. Secondo le prime cifre diffuse dalla prefettura di Parigi, le forze dell’ordine hanno fermato 70 persone nelle strade della capitale. Lo hanno riferito i media francesi, sottolineando che i fermi hanno fatto seguito a controlli preventivi e sono stati decisi in gran parte per possesso di materiale vietato.

Le autorità temono una nuova ondata di violenza durante la 23esima giornata di mobilitazione nazionale e il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha annunciato il dispiegamento di 60mila poliziotti e gendarmi in tutta la nazione. Il presidente Emmanuel Macron farà giovedì alle 18.00 prossimo il suo discorso sul “Grande dibattito nazionale” lanciato in seguito alla crisi dei Gilet Gialli. In una conferenza stampa Macron spiegherà quali saranno le misure prese a conclusione del “Gran Debat”, in nome del quale il presidente ha girato il Paese in lungo e largo per ascoltare le opinioni dei cittadini francesi.

Molti dei Gilet Gialli hanno dichiarato che l’incendio della cattedrale “non cambia nulla”, anzi sui social c’è tanto fervore dopo una settimana carica di tensioni con la politica e con il mondo dell’imprenditoria. E quale migliore occasione dei tradizionali cortei di protesta di oggi per esercitare una nuova forte pressione su Macron, per ricordargli che “l’incendio non spegne la nostra lotta e non va strumentalizzato”, ha sottolineato il legale dei Gilet Gialli, Juan Branco. Prevedendo la presenza in massa di ‘casseurs’, come quelli che lo scorso 16 maggio hanno saccheggiato gli Champs-Elysées, dove un raduno è già stato convocato, il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha predisposto un ingente dispositivo di sicurezza tra poliziotti e gendarmi, in tutto 60 mila a Parigi ma anche Tolosa, Montpellier e Bordeaux, altre città ad alto rischio violenza.

Sulla carta sempre oggi vari gruppi della società civile hanno convocato una marcia nei pressi di Notre-Dame per “onorare il patrimonio del popolo”, ma il prefetto di polizia di Parigi, Didier Lallement, ha formalmente vietato qualunque manifestazione nei pressi della cattedrale “per motivi di sicurezza”, stabilendo un perimetro inaccessibile a pedoni e veicoli. Un divieto che rimarrà in vigore oggi sull’Île de la Cité e nelle sue vicinanze, sulla riva sinistra di Parigi. Per Lallement i progetti di raduno dei Gilet Gialli in quella zona sono “pura provocazione”. Vietato anche l’accesso ai Champs-Elysées oltre a due manifestazioni il cui percorso prevedeva una partenza da Bercy, nell’est della capitale, per raggiungere les Halles al centro e l’Arco di Trionfo. Anche se non sono state ancora ufficializzate, le riforme divulgate dalla stampa sono state accolte dai Gilet Gialli come misure di facciata insufficienti. Dopo 5 mesi di lotta il movimento intende rilanciare con decisione le proprie rivendicazioni già da oggi e poi con una maxi protesta il primo maggio.

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