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GIANNI SAVIO COME IL FIUME DI ROMAGNA

Ci sono personaggi che se non fossero al mondo bisognerebbe inventarli!

E’ il caso di un signore torinese, manager sportivo, che ha letteralmente fatto diventare campioni o bravissimi ciclisti, ragazzi pescati in Italia o in giro per il mondo con un fiuto incredibile, ed una percentuale, diciamo di non riuscita, davvero molto vicina allo zero.

Sto parlando di Gianni Savio, il mitico “principe” dell’Androni Giocattoli-Sidermec, incontrato questa mattina alla partenza della quattordicesima tappa del Giro 2019, che ha portato i corridori da St. Vincent a Courmayeur, lungo 131 chilometri, solo una decina dei quali in pianura.

Abbiamo scambiato qualche parola con il gentilissimo Gianni, facendogli i complimenti non solo per il “fiuto” nello scovare potenzialità che altri neppure immaginano (ultimo Egan Bernal, della Ineos, purtroppo assente per un infortunio alla vigilia della corsa rosa e già ritenuto uno dei migliori talenti del futuro, ma potremmo citare due nomi a caso come il compianto Michele Scarponi ed Andrea Tafi), ma anche per quello che giornalmente ci regalano i suoi corridori, sempre all’attacco, sempre capaci di dare spettacolo e rendere questo sport, spesso in mezzo ai marosi, tra i più seguiti ed apprezzati dal grande pubblico.

Potete seguire l’intervista sulla nostra pagina Facebook e su You Tub9e.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani Foto Fabio Poli

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