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E…STATE DISTANTI TURISMO POST COVID

E…STATE DISTANTI! TURISMO POST COVID-19: QUALE FUTURO?

Dopo la grande mobilitazione virtuale che gli operatori del mondo dei viaggi, del tempo libero, della cultura, hanno attivato sul web per rendere accessibili paesi e paesaggi, citta’ e luoghi di arte, ora, con la ripresa e’ il momento delle domande.
Come torneremo a viaggiare?

Atto secondo: Il sipario si apre sul cambiamento.
“Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua”.
E speriamo che sia calda, molto calda, e che i pomeriggi siano lunghi e azzurri, cosi’ da stordire il virus.
Come sara’ l’estate antivirus e’ solo l’inizio di perplessita’ e previsioni future.
Niente spiagge affollate, niente discoteche in riva al mare, ombrelloni con separe’, e spaghetti alle vongole serviti con la mascherina: ci faremo andare bene tutto: sacrosanto!

Ma la domanda resta: e’ una domanda che non riguarda solo “dove andremo” e quali condizioni di sicurezza sanitaria ci aspettiamo di trovare, ma che tocca anche il senso piu’ profondo del viaggio: cosa cercheremo?
Con quale spirito e con quali aspettative partiremo?
Probabilmente ci sara’ un ritorno all’essenziale, alle cose semplici, faremo le cose che ci fanno stare bene.
Sara’ un “back to the basic”, come dicono gli anglosassoni, il corpo sara’ al centro di una nuova attenzione, ma con una nuova conspevolezza che va oltre l’apparenza.

I giovani riconquisteranno la dimensione sportiva molto piu’ di prima, la cura di se’ sara’ il fulcro di una vera rivoluzione.
Una cura non solo estetica, ma improntata alla tutela delle proprie energie vitali.
Il benessere sanitario, fisico e mentale sara’ il senso principale dell’esistenza.
Anche la mobilita’ sara’ meno stressante, si privileggieranno nelle citta’ biciclette e monopattini elettrici.
Noi tutti probabilmente viaggeremo soprattutto in Italia, poiche’ almeno per ora si ha ragione di presumere che i viaggi all’estero saranno sottoposti a piu’ restrizioni.

Ci vorra’ tempo per riacquistare fiducia, ci si sentira’ piu’ sicuri dentro i confini italiani.
Per i prossimi mesi la parola guida sara’ prossimita’: si prediligeranno luoghi accessibili, raggiungibili in auto in poche ore di viaggio, coniugando il desiderio di fuga con la ricerca di angoli tranquilli, dove e’ piu’ semplice evitare assembramenti, e tenere le distanze.
Si puntera’ sui luoghi meno noti.

Saranno mete di nicchia, destinazioni minori da scoprire, comunque affascinanti, ricche di storia, natura e cultura, piccoli borghi fuori dai grandi circuiti, oppure luoghi anche noti, ma da visitare fuori stagione, una delle possibili declinazioni dell’” undertourism”
Cammini dal mare alla montagna, sentieri, boschi, itinerari cicloturistici: che sia a piedi o in bicicletta, a cavallo o in barca a vela, l’Italia si scoprira’ lentamente e con i muscoli.
Quello dei cammini italiani, ad esempio, offre ai viandanti un grande patrimonio culturale, storico e religioso, da valorizzare: dal Cammino di San Benedetto alle Cinque Terre, passando dalla Via Francigena, dal Sentiero Italia del CAI , dall’Elba e da tutti i percorsi censiti dall’Atlante dei cammini.

Un grande tema aperto e’ quello delle spiagge, dove si stanno valutando ingressi a numero chiuso, con prenotazione obbligatoria, una riduzione del numero degli ombrelloni, e fasce orarie per gli anziani.
Chissa’, forse mi verrebbe da dire che, l’esigenza della sicurezza portera’ le famiglie a prediligere la tranquillita’, e il contatto con la natura, in case in affitto dove cenare in casa, nei giardini, preferendo la spesa dai produttori piuttosto che nelle grandi catene.
Si tornera’ un po’ al passato, concedetemelo, quando si caricava la macchina o si partiva in treno con tutti i bagagli: destinazione Cesenatico,per un mese nella casa in affitto!!!

Io lo ricordo con struggenza , e mi ricordo con quanta consapevolezza mi stringevo in mano il secchiello giallo, con tutti gli stampini variopinti a forma di pesci, mi aspettavano i giochi sulla sabbia, mi aspettava il mare, e la liberta’.
E che dire delle vacanze in hotel?
La strada sara’ offrire ai clienti la villeggiatura come si faceva una volta, magari con servizio di ristorazione in camera o in terrazza, vivendo il piu’ possibile angoli privacy anziche’ spazi collettivi.
O cercandoli in luoghi remoti, come i rifugi di montagna.
Comunque vada, quello dei prossimi mesi sara’ un turismo di apprendimento, delle radici, che rispetta la natura e l’ambiente, ma anche cultura e tradizione dei luoghi visitati.

Si programmera’ la vacanza con maggior consapevolezza, lontana da abitudini e stereotipi.
Non sara’ piu’ un mordi e fuggi, o di semplice evasione, ma per gli adulti, i bambini e, perche’ no anche per giovani e anziani, potra’ diventare un’ occasione di arricchimento e trasformazione.
Piu’ etica e solidale, perche’ sostiene e porta un aiuto immediato e concreto a luoghi che vogliono crescere o rinascere.
Si’, un modo per riscoprire il senso del viaggio che non e’ mai rappresentato dalla distanza chilometrica ma piuttosto dalla qualita’ della scelta e, soprattutto, dallo spirito della scoperta!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Marco Rossi

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