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1 MILIARDO DI DOLLARI PER IL PIANETA

Hansjörg Wyss è prima di tutto un miliardario. Ha un patrimonio di quasi 6 miliardi di dollari, frutto della sua più grande avventura imprenditoriale: Synthes, azienda specializzata nella realizzazione di protesi ortopediche e strumenti per operazioni chirurgiche. Lo svizzero, dopo aver venduto la sua azienda a Johnson & Johnson, ha dedicato anima e corpo alla Wyss Foundation – fondazione con un obiettivo non semplice: salvare il pianeta.

Per farlo ha versato un miliardo di dollari pronti cash alla Wyss Foundation, diventando improvvisamente uno dei maggiori filantropi del pianeta (e tutto questo alla veneranda età di 83 anni). In passato scampò una condanna per la morte di tre persone, causata dall’utilizzo di una protesi mai testata; al suo posto finirono in prigione 4 dirigenti della sua azienda. Quei tempi sono finiti, e con la coscienza penale pulita si è lanciato verso una missione quasi impossibile.

I soldi della fondazione dovrebbero essere usati, nei prossimi 10 anni, in progetti e azioni che possano allontanare e combattere il cambiamento climatico. Dalle righe del New York Times Wyss ha annunciato che la somma sarà usata per “accelerare la conservazione della terra e degli oceani in tutto il mondo”.

Per i diversi progetti iniziati ha anche assoldato una superstar del tennis come Roger Federer (tra svizzeri si intendono benissimo), ma attualmente i maggiori sforzi sono rivolti alla campagna Wyss for Nature, aperta con la collaborazione di National Geographic Society, della Nature Conservancy e del gruppo di conservazione argentino Fundacion Flora y Fauna. Chiaramente molti altri miliardari sono coinvolti in progetti del genere, ma per diverse ragioni le cifre in ballo non sono così grandi o non sono così notevolmente pubblicizzate.

L’obiettivo di Wyss è di mantenere il 30% del pianeta nel suo stato naturale entro il 2030, attraverso la creazione di parchi naturali o di riserve e usando i mezzi diplomatici dei quali il miliardario può disporre a livello politico.

Sono solo parole? In realtà no, perché sono già stati trovati i primi territori da proteggere: Aconquija National Park and National Reserve Project (Argentina); Ansenuza National Park Project (Argentina); Corcovado Marine Reserve (Costarica); Caribbean Marine Protected Areas (Caraibi); Amazzonia andina (Perù, Colombia, Bolivia, Ecuador, Brazil, Guyana); i carpazi (Romania); Edéhzhíe Dehcho Protected Area and National Wildlife Area (Canada); Nimmie-Caira Project (Australia); Gonarezhou National Park Project (Zimbabwe).

In conclusione? Si aprono due scenari, di visione opposta. Il primo scenario è la mancanza di fondi: dovessero finire i soldi di Wyss, chi completerà l’opera da lui iniziata? Il secondo è più ottimista, e vede altri miliardari appoggiarlo nella sua svolta ‘verde’. Wyss, notoriamente democratico, non ha molti appoggi nel mondo repubblicano e conservatore: e in un periodo con Trump, Bolsonaro e Putin al potere non sarà facile portare le richieste planetarie sui loro tavoli.

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