TOP Header adv (728×90)

CORONAVIRUS A BOLOGNA SI CAMBIA METODO

Nasce a Bologna la prima sperimentazione in Italia contro il Covid-19. Da ieri i pazienti con sintomi, vengono intercettati dai medici di medicina generale che li indirizzano ai Pronto soccorso del Sant’Orsola e del Maggiore dove trovano i medici infettivologi pronti a sottoporli alla somministrazione della profilassi terapeutica precoce con idrossiclorochina, un farmaco antimalarico già sperimentato da anni, associato ad antivirali ed eventualmente ad antibiotici.

Nell’uno alto alla piramide c’è il Prof. Pierluigi Viale, direttore delle Malattie infettive del Sant’Orsola e componente dell’unità di crisi regionale che sarà affiancato dagli oltre 600 medici di base e da chirurghi esperti nei reparti ospedalieri è sotto le due Torri.

Per il direttore Viale non c’è più tempo perdere, i malati non possono più stare in casa con la febbre ad aspettare Godot. Ora – riporta al Resto del Carlino il prof. Viale, – iniziano a diminuire i contagi, ma continuano ad arrivare pazienti gravi. Non possiamo più permettercelo, per risparmiare le loro vite e i posti di terapia intensiva. Dobbiamo giocare d’anticipo, stanare il virus e spegnere l’infezione. Lo screening funzionerà con il telefono.

I medici chiamano le persone e rivolgono loro un’intervista strutturata, ossia con domande già preparate e uguali per tutti, insomma un format. Sulla base delle risposte, definiscono se la persona ha una sintomatologia idonea a definirla un caso sospetto e la inviano alle strutture ospedaliere, dove la aspettiamo.

Il nostro è’ un tentativo di dare una spallata all’epidemia, anche se le misure di contenimento sociale restano indispensabili, sono sempre il punto di partenza imprescindibile.

La Redazione giornalistica – Foto Redazione

Articoli correlati

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *