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CONTE NON LASCIARE SOLI I COMMERCIANTI

Il coronavirus viaggia silenzioso come una manta bancrott e dalla Cina al Nord dell’Europa a quello italiano arriva ora anche nella Capitale: ristoranti e negozi da lunedì si sono praticamente svuotati e le vendite sono crollate come in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna fino all’80%. Oggi si ha quasi più “panico” sul futuro economico, che per quanto riguarda l’epidemia.
L’appello dei commercianti alle istituzioni è chiaro è forte: è di fare presto: “Servono sgravi e aiuti alle piccole imprese, serve azzerare tutto dai tributi, alle rate dei mutui, ai finanziamenti in corso, alle bollette. Tutti rischiamo ora seriamente di fallire e di non ripartire più, perchè l’immagine dell’Italia fuori dai confini si è sbiadita”.

Se in Piazza Duomo a Milano non si vede un’anima in giro, non è diverso per i portici di Bologna, ma pure in piazza di Spagna deserta tutto appare agli occhi di chi apre le porte dei bar e dei negozi tutto surreale. I turisti, sia stranieri che italiani, si contano sulle dita di una mano. È l’effetto coronavirus sta svuotando le città e le bellezze architettoniche rimangono sospese, sono acnh’esse ammutolite. Eppure molti architetti dall’età dell’Impero Romano, ci hanno insegnato che le pietre possono parlare perchè sono segno indelebile di molte civiltà.

La capitale, come Venezia, Abano Terme, tutta la costa adriatica e tante altre zone non fanno eccezione con il boom di cancellazioni nelle strutture alberghiere per i mesi di primavera inoltrata. Tutto è angosciante per il nostro paese e il risultato appare scontato, siamo entrati dentro un vortice pericoloso che solo lo stato può avere la forza per farci riemergere e ripartire.

Gli effetti del coronavirus di queste settimane hanno creato dunque una psicosi nazionale e l’effetto mediatico non ha certo aiutato a proseguire la vita di tutti i giorni, che fino a venti giorni fa era normale e non paradossale. Il dramma è vedere le strade, i mezzi di trasporto, le università, le scuole, i teatri, i musei, gli stadi vuoti.

Come sempre è accaduto, gli italiani si rimboccheranno le maniche, ma spetta alle istituzioni a farci capire quando potranno finire, quelle che attualmente considero “le ferie forzate” dentro la propria abitazione. E, il problema maggiore, oggi, domani è capire quando avremo un orizzonte temporale ben definito. Solo in quella data che rimarrà storica capiremo che il coronavirus è stato sconfitto dagli esseri umani.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Getty Images

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