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ANKARA E LA SUA OFFENSIVA

La Turchia sta usando gruppi jihadisti dichiaratamente legati all’organizzazione terroristica al Qaida per fare la guerra alle forze curde nel Nord-est siriano. A provarlo è lo stesso gruppo che si fa chiamare Ahrar al Sharqiya che oggi afferma di far parte dell’Esercito Nazionale Siriano (NSA), un accozzaglia di brigate di ribelli siriani creata da Ankara non più tardi di due mesi fa probabilmente perché già aveva una sorta di via libera all’attacco di questi giorni da Mosca se non addirittura anche da Washington.

Proprio oggi, Ahrar Al Sharqiya ha annunciato tramite un suo comandante militare citato dal quotidiano al Quds al Arabi, che il suo gruppo è riuscito a prendere il controllo della cittadina al Irtwaziyah (circa 80 chilometri a nord di Raqqa nel nord-est siriano) che si trova sull’autostrda Aleppo-Qamishli, tagliando di fatto la stessa autostrada e i rifornimenti di SDF (forze curde) dalla parte del governatorato al Haska”. Si tratta di un gruppo di ribelli siriani armati originario del Governatorato di Deir Ezzour, di ideologia islamista. Fondato da alcuni fuoriusciti dell’ex filiale siriana di al Qaida, Fronte Al Nusra tra cui Abu Maria Al Qahtani, il gruppo è stato anche accusato di stretta alleanza con il cosiddetto Stato Islamico.

Nell’ottica dell’operazione Fonte di pace lanciata mercoledì dal presidente turco Erdogan, sono i combattenti curdi di SDF e Ypg a essere considerate terroristi; ovvero gli stessi combattenti che in cinque anni di guerra e sostenuti da Washington sono riusciti a sconfiggere i tagliagole dello Stato Islamico. Fonti: attentato alla prigione Isis a Hasake.

Una prigione dove sono detenuti centinaia di miliziani dell’Isis è stata presa di mira oggi nel nord-est della Siria da un attentato dinamitardo. Lo riferiscono fonti locali precisando che un’autobomba è esplosa vicino al carcere centrale di Hasake, capoluogo della regione nord-orientale siriana. Non è chiaro se l’attentato ha danneggiato il penitenziario dove si trovano centinaia di miliziani jihadisti. Ieri, le forze curde avevano affermato che 5 membri dell’Isis erano fuggiti, dopo che un carcere di Qamishli, a nord di Hasake, colpito da raid turchi.

La Turchia annuncia la conquista di Ras Ain, ma i curdi smentiscono Le forze turche hanno rivendicato di aver preso il controllo della città di confine siriana di Ras al-Ain, che è stata al centro delle operazioni contro i militanti curdi. “A seguito di operazioni riuscite nell’ambito dell’operazione Peace Spring, è stato preso il controllo dell’area urbana di Ras al-Ain a est dell’Eufrate”, ha annunciato il ministero della Difesa turco su Twitter.
L’offensiva turca nel nord-est della Siria è penetrata fino a 8 km dal lato di Tal Abyd e 4 km dal lato di Ras al Ayn, le due località di frontiera da cui è partita mercoledì l’incursione di Ankara. Lo ha detto il vicepresidente turco Fuat Oktay. L’obiettivo dichiarato dalla Turchia è di creare una zona cuscinetto profonda almeno 30 km. Le autorità curde però smentiscono l’annuncio del ministero della Difesa turco.
“Ras Al-Ain sta ancora resistendo e i combattimenti sono in corso”, ha detto un funzionario delle forze democratiche siriane a guida curda, riferiscono i media internazionali. Lo stesso Osservatorio siriano per i diritti umani afferma che la città, principale obiettivo dell’offensiva turca, non è stata completamente conquistata.

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