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ALTRO CHE I DERBY

Non sono mai stato schierato politicamente ed ho sempre cercato di stare alla larga, pur tenendomi aggiornato, da un mondo che fa del compromesso la più alta ragione di vita (altrui) e del voltare gabbana un uso strumentale e per nulla morigerato.

Al massimo ho cercato di capire come fosse invece il mondo sindacale e, per somma curiosità, me ne sono lasciato coinvolgere, resistendo però per ben tre riunioni (indecenti) prima di salutare ed allontanarmi il più possibile.

Niente politica dunque, ma vivo anche io lo scorrere di tutti i giorni e non è difficile accorgersi di quanto anche quella che dovrebbe essere la più alta espressione della vita di un Paese sia decaduta a livelli ben oltre la più bassa decenza morale, intellettuale e di capacità e conoscenza.

In realtà, la politica è oggi l’espressione più veritiera dell’Italia, una nazione dove si ruba, si fa la voce grossa, si strepita contro gli altri, ci si affida ai social per ottenere popolarità e riscontri che nulla hanno a che vedere con quella che è la propria “missione” di guida di un Paese dove si potrebbe vivere bene, o perlomeno molto meglio che in tanti altri posti.

Invece qual è la realtà? Presto detto: abbiamo al governo due partiti che più diversi non potrebbero essere, litigano ogni cinque minuti anche per le cose più banali, anzi stupide, salvo poi mettersi d’accordo nella spartizioni dei posti che contano, ovvero del potere, che naturalmente esercitano allo stesso modo di chi li ha preceduti e relativamente ai quali strepitavano con i vaffa e gli insulti ….

Abbiamo ministri che dicono sempre no ed altri che, visto che siamo pieni di debiti, lanciano come ricetta quella di farne altri; che poi chi li paga i debiti se non NOI, anche se c’è chi non lo ha ancora capito, pur se gli hanno messo le mani sulle pensioni (ma non quelle milionarie o dei parlamentari), sui servizi, su tutto quello che si poteva, ma tanto il nostro capo del governo ha detto che questo è un anno meraviglioso …. e poi abbiamo sempre il calcio, pulito e lindo, a consolarci.

Viviamo in un bel paese, potremmo avere tutto, anche se in realtà siamo come un treno i cui vagoni viaggiano a velocità diverse e se qualcuno vuole “viaggiare” da solo mettiamo milioni di paletti, perché se c’è chi per una siringa spende 1 centesimo e chi 1 euro, vuoi mica che ci accorgiamo che qualcuno ruba?

Se capita che spariscano 49 milioni dalle casse di un partito, entrate per altro in maniera illecita, che cosa facciamo? Gli diciamo bravi naturalmente, tanto magari abbiamo in un cassetto una multa del 2001 per sosta sui parcheggi per i disabili e quindi ….

I nostri capisaldi? Al primo posto come non mettere la TAV? Certo, se ne parla e si va avanti (al rallentatore) da decenni, schierati pro o contro, e quando siamo messi alle strette da chi mette/rà una parte dei soldi e da chi deve, con noi, fare i lavori, ecco che il nostro eccellente e palestratissimo Ministro tira fuori dal cilindro un’analisi costi-benefici che mette in dubbio ogni centimetro della presunta linea ferroviaria Torino-Lione, anche se la medesima società ne ha fatta un’altra (per gli svizzeri) dove non  ci sono che benefici se la linea passa da casa loro.

Immagina le polemiche e immagina cosa ne viene fuori, persino (da un’altra eccellente e famosa economista, sottosegretaria di questo preparatissimo governo) quella di resuscitare una linea di fine 1800, a binario unico, certo adattissima a farci passare treno merci carichi di TIR e pesanti migliaia di tonnellate!

Anche sulla TAV le due anime del governo vuoi che la pensino allo stesso modo? Impossibile, anche perché una la definisce “Ferrovia ad alta velocità”, l’altra “Ferrovia a vapore” e quindi come conciliare la cosa e trovare un accordo sui miliardi da spendere e sull’utilità della linea medesima?

Mi dilungo, ma perché non capisco come siano inutili i 4 miliardi della spesa e lo siano invece gli 8 (tutti di tasca nostra) per la linea ad alta velocità tra Brescia e Padova!?!?!? Anche se poi l’idea è che sempre il nostro eccellentissimo Ministro sia più o meno ferrato circa la posizione geografica di Brescia e Padova, mentre lo sia molto meno su quella di Torino e per niente su dove sia Lione; ma che volete, per uno che fa avanti ed indietro nel tunnel del Brennero, queste sono quisquiglie.

Insomma, basta, vi saluto, non prima però di un ultimo pensiero …. oggi l’Italia è ALITALIA, ovvero una compagnia aerea che perde 1 milioni di euro al giorno, privatizzata perché era una cloaca e che oggi vogliono riaffibbiarci mettendo le mani nelle nostre tasche, o sbaglio?

Ecco, oggi io mi sento un passeggero di Alitalia, sto volando su un aereo che perde i pezzi e che alla guida ha, a scelta, Conte (e magari fosse l’allenatore dell’Inter), Salvini o Di Maio, che dite, siamo al sicuro o un giorno saremo anche noi parte di un’episodio tragico di “Indagini ad alta quota”?

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani 

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