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ADDIO A CHARLES AZNAVOUR

Ho conosciuto Charles Aznavour negli anni novanta al Cafè de Paris a Montecarlo. Fu una combinazione di quelle che assomigliano quando punti una fiches alla roulette. Ci trovammo per puro caso uno a fianco all’altro tra i tavolini riservati. Rimasi imperterrito, davanti a me avevo il più grande artista della musica francese. Poi uno sguardo incrociato, un sorriso appena pronunciato e la grandissima emozione di una stretta di mano tra gentiluomini.

Oggi, Charles è volato in Paradiso, con tutta la Francia in lutto per essere stato un’indimenticabile autore di successi che hanno scritto la storia della musica mondiale. Cantautore e attore di origini armene, Charles è scomparso all’età di 94 anni ed era un monumento con una voce inconfondibile dal timbro roco.
Aznavour era stato scoperto da Edith Piaf ed era stato insignito anche della Legione d’Onore.

Tra i suoi successi indelebili, L’Istrione (1971). Il decesso del cantante francese più noto all’estero è avvenuto nella sua casa delle Alpilles, in Provenza, dove era rientrato dopo un tour in Giappone.
Lo scorso anno aveva dovuto annullare vari concerti a causa di una frattura al braccio, conseguenza di una caduta.

Nato a Parigi nel 1924, da immigrati di origine armena, Shahnour Vaghinagh Aznavourian, in arte Charles Aznavour, debutta a teatro come attore di prosa. Nel dopoguerra si mette in luce come cantautore. Per otto anni Aznavour soprannominato “il genio stupido” accompagnò la stella della chanson al piano. Ma il riconoscimento mondiale arriva nel ’56 all’Olympia di Parigi con la canzone Sur ma vie: uno strepitoso successo che gli permetterà di entrare nella storia degli chansonnier francesi.

Quattro figli, nonno felice, ha vissuto negli ultimi anni a Saint-Sulpice, sulle rive del Lago Lemano, con la moglie Ulla che sposò 47 anni fa. Nel corso di una carriera lunga oltre 70 anni Aznavour ha composto qualcosa come 1400 canzoni, ha venduto più di 200 milioni di dischi ed è stato un grande interprete di brani ai quali ha saputo dare carattere e unicità. La maggior parte delle sue canzoni parlano d’amore. Il fatto che cantasse in sette lingue (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco e russo) gli ha consentito di esibirsi in tutto il mondo divenendo ovunque famosissimo.

Svariate migliaia i concerti da lui tenuti. Molto ricca anche la sua carriera di attore, con varie decine di film al suo attivo. Di pari passo con l’attività artistica, Aznavour si è sempre battuto per la causa armena, con una fitta attività diplomatica e anche diventando nel 2009 ambasciatore dell’Armenia in Svizzera, dove si esiliò negli anni Settanta per problemi con il fisco francese.

Il mondo ha perso un uomo straordinario, un interprete unico che lascia un grande vuoto intorno a noi anche se i vinili ci daranno la possibilità di poterlo ascoltare per l’eternità.
Ciao Charles

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Images

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