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LE PAGELLE DELLA SERIE B

Finita, finalmente, la stagione della cadetteria, con polemiche e strascichi assortiti, è arrivata l’ora di dare i voti alle diciannove protagoniste, partendo però da un meno 100 alla Lega, davvero indegna di rappresentare un Campionato professionistico, capace solo di fare un danno dopo l’altro e cambiare regolamenti a capocchia, a seconda di che piede si mette per primo a terra al mattino; una pena, anzi una VERGOGNA!
Brescia – 9 – Parte male e dopo tre giornate cambia allenatore, ma da Suazo a Corini è tutta un’altra musica e con un Donnarumma che si conferma cecchino infallibile si poteva solo tornare in A.
Lecce – 10 – E chi se lo aspettava che i neopromossi salentini facessero un tale campionato? Liverani ha lavorato benissimo e la Società merita certamente il ritorno in A, conquistato con un solo punto in meno del Brescia e lasciando a sei punti la terza classificata.
Benevento – 6,5 – Fatto fuori nella semifinale play off dal Cittadella, ci si aspettava di più dalla formazione di Bucchi, costruita per tornare in A dopo la retrocessione; la squadra c’era, ma evidentemente il 2-1 in veneto ha scaricato la testa di tutti e le conseguenze sono un nuovo anno in B.
Pescara – 6 – Mai brillantissima la formazione di Pillon, partita come una delle favorite alla promozione, è uscita in semifinale play off, perdendo in casa contro il Verona (0-1) dopo il pari senza reti in Veneto; stagione tutto sommato deludente quella dei “Delfini” e finita rispettando il copione visto sin da agosto.
Verona – 7 – Finita al quinto posto nella stagione regolare (!?!?!?, viene da ridere a chiamarla regolare, con tutto quello che è successo), approfitta della pochezza del Pescara e conquista la promozione dopo aver perso a Cittadella, con una gagliarda gara casalinga; finisce bene una stagione sin lì deludente, ma per restare in A ci vorrà ben altro.
Spezia – 5,5 – La solita incompiuta, arriva a trenta e mai a trentuno; cambi gli “addendi” ma il risultato è sempre lo stesso e si che ci sarebbero le possibilità (economiche e tecniche) di fare un salto di qualità che sembra sempre a portata ed immancabilmente sfugge sul più bello.
Cittadella – 8 – Cosa chiedere di più ai veneti che si vedono scappare dalle mani proprio all’ultimo atto una promozione che, per quello che danno al calcio, sarebbe stata strameritata? Vero che a Verona la squadra crolla, ma se confrontiamo il budget scaligero con quello granata, ci dovrebbero essere tre categorie di differenza, altro che una finale play off!
Perugia – 5 – Pare che per il solo fatto di avere Nesta in panchina sia già promossa ed invece gioca i play off solo grazie alla penalità inflitta al Palermo, uscendo immediatamente di scena, come da copione. Alessandro Nesta è stato certamente un grande calciatore, ma da allenatore non ci si inventa vincenti solo grazie al proprio passato.
Cremonese – 7,5 – Finisce ai limiti della zona play off, dopo un buon campionato ed aver carezzato per lungo tempo la possibilità di giocarsi la Serie A; viste le premesse una stagione più che positiva per i grigiorossi, certamente al di là di quanto preventivato.
Cosenza – 7,5 – tornava in B dopo lungo tempo ed ha disputato una stagione positiva, finendo a soli quattro punti dal giocarsi la promozione, cosa che per una neopromossa non è certo poca cosa.
Palermo – -20 – Come la penalizzazione inflittagli in secondo grado, che ha portato la formazione rosanero dal terzo all’undicesimo posto, dopo che il Tribunale Federale ne aveva decretato la retrocessione d’ufficio; che dire di più? Che gli illeciti nel calcio italiano vengono fatti pagare secondo “convenienza”, perché altrimenti il Palermo esisterebbe ancora, dopo anche tutte le assurde e ridicole manovre su cambi di proprietà degli ultimi mesi?
Crotone – 4,5 – Deludentissimi i calabresi che avevano in programma l’immediato ritorno in A ed invece hanno per gran parte della stagione rischiato persino la retrocessione; d’altra parte quando cambi quattro volte il tenutario della panchina (per finire con chi era partito all’inizio), quanta strada puoi fare?
Ascoli – 6,5 – Ad un certo punto i pensieri erano persino rivolti ai play off, ma alla fine è arrivata la solita salvezza e questa volta senza grandi patemi, riuscendo anche a non cambiare allenatore (almeno nel corso della stagione, visto che a Vivarini subentrerà paolo Zanetti, ma per la prossima stagione).
Livorno – 6 – Si salva con un buon finale, ottenendo quella salvezza che era l’unico obiettivo della neopromossa toscana; finisce un punto sopra i play out, ma dopo un brutto inizio ed il cambio in panchina, era davvero il massimo ottenibile.
Venezia – 4 – Finisce in C dopo lo spareggio con la Salernitana ed una serie di rigori davvero pessima; con il vecchio regolamento si sarebbe salvata, ma ciò non toglie che passare dal giocarsi la promozione al retrocedere è segnale che di errori ne sono stati commessi a camionate, anche nei troppi cambi in panchina.
Salernitana – 4,5 – La squadra 2 del “signor” Lotito si salva dalla retrocessione solo grazie ad un cambio di regolamento dei play out ed un gruppo di buoni rigoristi; partiva con l’obiettivo Serie A ed invece rischia seriamente la C ed il voto finale è persino troppo generoso.
Foggia – -15; -8; -6 – Sono i punti di penalizzazione inflitti ai pugliesi per illecito amministrativo e non è bastato che diminuissero nel corso della stagione per evitare la retrocessione diretta, in mezzo al pasticciaccio che è ormai il nostro campionato cadetto; personalmente ritengo che chi commette illeciti debba pagare con l’esclusione diretta dai campionati professionistici, ma è un’opinione personale e se davvero pagassero tutti in maniera chiara forse del nostro calcio resterebbero solo le briciole.
Padova – 3 – Andata e ritorno in C per direttissima, anche qui con quattro sostituzioni del mister e risultati non degni della formazione allestita che, sulla carta, pareva attrezzata per la salvezza ed anche qualcosa in più; però a calcio non si gioca con le figurine, perché diversamente si retrocede.
Carpi – 3 – Come sono lontani i fasti della Serie A per gli emiliani che non sono mai in corsa ed anche se si affidano al “santone” Castori, finiscono mestamente ultimi ad anni luce dalla salvezza; le favole belle finiscono, ma quella del Carpi meritava certamente di scrivere qualche capitolo in più.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani

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