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FABRIZIO CASTORI COME ERCOLE

Originario di Tolentino, aspro in panchina come il verdicchio marchigiano si è lanciato dal Conero con il paracadute per scendere sui campi di calcio amatoriali per fare il mestiere di allenatore. Una scelta pericolosa, ma alla fine azzeccata. Un tecnico pungente, con scontri dialettici sui terreni di gioco e contro i colleghi, gli avversari disonesti che fanno simulazione non giocano all’inglese. Un tragico scontro di box a Lumezzane lo porto ad una lunga squalifica, ma nonostante fosse chiuso nel “gabbiotto del Dino Manuzzi”, lui continuava ad essere paragonato ad Ercole e per questo ovunque sia poi stato ha sempre affollato le sale stampa.

Mi piace soprannominarlo con un battito di mani l’uomo dalle 4 C (non confondiamolo con il Centro di coordinamento bianconero), è una questione di tragitto con il semaforo verde Cesena, Carpi, Cesena, Cesena. Si è sempre distinto per le promozioni, i miracoli, le salvezze con solitari entusiasmi, senza mai cadere nel ridicolo. Il suo silenzio imbarazzante lo ha fatto stimare da tutti, come fosse un maestro impegnato per dare un’educazione ai giovanotti della pedata.

Un allenatore graffiante pieno di valori umani e tecnici come pochi sono arrivati a Cesena un valente ed esperto conoscitore del catanaccio al momento giusto, ma anche un profeta nel saper velocizzare il gioco attaccando la profondità di campo. Un trainer originale, da sfilata, da passerella senza contraddizioni, prudente, ma pure poco tenero. Ad ogni disputa è sempre riuscito a contrabbattere senza imbarazzi e a inchiodare il giornalista pungente, o l’arbitro infelice… Non si è mai fatto mettere nell’angolo e con la sua destra dialettica da vero spadaccino è sfuggito alle trappole. Difficile metterlo sotto i piedi. Il suo curriculum è ricco di brillanti escamotage, insomma FABRIZIO CASTORI non ha bisogno di me per essere raccontato in un’antologia del calcio.

Fabrizio, possiamo solo dirti grazie è oggi che festeggi il tuo compleanno, ti auguriamo al centro della torta una bella B, per vederti ancora scalmanato dentro e fuori la panchina bianconera, quella che hai sempre amato e mai dimenticato dal tuo arrivo a Cesena.

Il direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Valerio Casadei

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